il nido di Castore e Polluce

opera per "Chrysalidem Festival"- Norma luglio -agosto 2015

 

Mi piace l'idea che gioca tra il nudo e il vestito...

Essenziale, purissima. Eppure vissuta.

Ognuna una storia solo sua. Eppure doppia.

Esclusiva eppure simile,

ma mai uguale.

UNICA.

Il concetto da dentro a fuori si fa spazio. Frammenti sensibili. Gemelli inseparabili.

Accoglienti. Comodi. Aperti perché disposti al dialogo.

Divisi gli uni dagli altri,

ma solo all'apparenza.

Comunicano.

Non c'è confronto ma diverso nel simile,

quando diverso è: prezioso.

"...posso capire, puoi capirmi. Ti riconoscerò, mi riconoscerai. Raccontami, ti racconterò. 

Ti vedo. Mi vedo."

L'identità e la sua essenza.

Niente è come sembra; se sembra uguale, infondo, non è mai così.

L’abito.

Il rosso che è simbolo, nodo. Unione e sentimento. Inizio e fine. O perpetua porpora…

Attendo di confonderli per poi chiamarli ognuno con il suo nome,

scritto sulla superficie incisa dal gesto. Epidermide sensibile.

La danza dell’artista mentre crea muovendosi intorno.

Il segno.

La forza del lavoro di Carola Masini, da dentro a fuori.

Sempre, energia. Sempre, poesia in divenire.

Moto continuo,

magico ossimoro di scultura.

Vengo a vederla e a riconoscerla con le mani,

a occhi chiusi, mentre si mostra. Si mostrano.

 

 

 

Romina Guidelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

STEFANO TRAPPOLINI

 

Posso guardare dentro mentre mi specchio

e vedere me stessa o un altro.

Sempre Io.

Posso seguire la silhouette lungo il filo del taglio

e riconoscere il passo di chi cammina, immaginando il viaggio e non la meta.

Oppure,

posso usare l’anima trasparente del viaggiatore per guardare fuori,

attraverso di lui.

Allora,

Sagoma è cornice di un pezzo di mondo,

di paesaggio, di un momento.

Dell’angolo di un museo.

Di sola se stessa. Del lavoro del suo creatore.

Di un oggetto trovato.

Di foglia o di siepe.

Di niente.

Di tutto il cielo possibile,

di ogni luogo pensabile.

Perché scorgo l’orizzonte mentre immagino il viaggio.

Binomio concesso da unica forma, la Sagoma,

aperta su tutto, mentre da tutto fugge perché vuole Oltre.

Non basta mai.

Non sapere dove è diretta,

è l’interrogativo che sale immediato,

ma altrettanto in fretta svanisce.

Vedere quello che vede e attraversare mentre essa stessa attraversa,

diventa condividere il viaggio.

Non basta, ma appaga pienamente.

Tutto quello che conta,

è in un passo.

Uno dopo l’altro.

Uno accanto all’altro.

 

 

 

 

Romina Guidelli